E’ molto interessante scoprire come uno dei Santi più venerati del mondo, le cui reliquie sono conservate a Bari, sia poi diventato un’icona ed un simbolo (anche commerciale) del Natale. La figura di San Nicola, vescovo di Myra e patrono del capoluogo pugliese, ha infatti ispirato quella di Santa Claus, il vecchietto barbuto che distribuisce i doni ai bambini la notte di Natale.

In particolare, c’è un episodio della vita del Santo che viene spesso ricordato. Prima di essere ordinato Vescovo, Nicola incontrò una famiglia in miseria. Il padre, che provava vergogna per la povertà in cui si trovava, aveva costretto le figlie a prostituirsi.

Nicola, di nascosto, fece scivolare all’interno dell’abitazione dell’uomo, da una finestra, tre palle d’oro. Grazie a quell’inaspettato dono, il padre fece sposare le sue figlie sottraendole alla prostituzione.

Nell’iconografia classica, infatti, San Nicola viene spesso raffigurato con un sacchetto di palle d’oro in mano.

Con il tempo, anche a causa del suo aspetto (il vescovo di Myra aveva infatti una lunga barba bianca) è diventato il Santa Claus nei paesi anglosassoni e il “Nikolaus” tedesco. Ogni popolo ha attribuito all’omone barbuto alcune caratteristiche particolari, ad esempio quella di difendere i deboli dalle ingiustizie.

Ma è stata una poesia di Clement Clark Moore ad attribuire a San Nicolaus l’identità del Babbo Natale che conosciamo oggi.

Dal punto di vista commerciale, una delle prime rappresentazioni di Babbo Natale come vecchietto rubicondo che viaggia in sella ad una slitta trainata da renne è quella della Coca-Cola, che debuttò in televisione nel 1931.

San Nikolaus è Patrono dei bambini, dei ragazzi, dei marinai e delle fanciulle in età da matrimonio. Nel 1087 dalla città di Bari partì una flotta navale alla volta di Myra, che intanto era diventata terra musulmana. I marinai baresi si impadronirono delle spoglie del Santo, e nel 1089 le posero all’interno della Basilica che intitolarono a suo nome.

A causa della conquista da parte dei Normanni, Bari aveva perso il prestigioso ruolo di capitale bizantina e quindi trafugare le spoglie del Santo rientrava in un’idea di rilancio della città, perché la presenza delle reliquie avrebbe portato un gran numero di pellegrini in visita, dando un grande impulso all’economia.

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