Il Sud Italia è la zona del Paese in cui si concentra la maggior parte delle tradizioni riguardanti il Natale. Tra le regioni più tradizionaliste d’Italia c’è senz’altro la Campania, dove l’usanza del Presepe è ad esempio molto sentita. A Napoli c’è un’intera via, intitolata a San Gregorio Armeno, in cui sono ubicate le antiche botteghe artigiane dedite tutto all’anno alla realizzazione e vendita dei personaggi dei Presepi. Si va da quelli tradizionali della Natività a quelli raffiguranti volti di politici o personaggi famosi che si sono particolarmente distinti nell’ultimo periodo. In ogni famiglia napoletana l’allestimento del Presepe in casa è un rito a cui non si rinuncia: la tradizione vuole che sia finito prima della cena del 24 Dicembre.

Altra città particolarmente rinomata per il Natale è Salerno, dove ogni anno si rinnova la tradizione delle “Luci d’Artista”: la città, a partire dal mese di Novembre, si riempie di luminarie e decorazioni colorate che seguono un tema specifico e creano un’atmosfera alquanto suggestiva.

Altra regione del Sud in cui le tradizioni natalizie sono le protagoniste assolute ogni anno è la Puglia. La città di Lecce, nel periodo natalizio, è particolarmente ricca di iniziative. All’interno dell’anfiteatro romano di solito ogni anno viene allestito un maestoso presepe che riproduce fedelmente l’ambiente naturale tipico del Salento, con i muretti di mattoni bianchi, gli ulivi, i personaggi che svolgono antichi mestieri realizzati in cartapesta o gesso.

Altro appuntamento leccese con la tradizione è la Fiera di Santa Lucia, che si tiene in corrispondenza dell’omonima festività in onore della Santa protettrice della vista. La fiera è l’evento natalizio in cui è possibile visitare le bancarelle con prodotti tipici regionali ed oggetti realizzati dagli artigiani locali.

In Calabria le tradizioni ruotano quasi tutte intorno alla gastronomia: il cenone della Vigilia di Natale, secondo la tradizione calabrese, deve essere costituito rigorosamente da 13 portate. Ci sono però zone in cui le portate si riducono a nove, tanti quanti erano i mesi di gravidanza della Madonna. Sulla tavola dei calabresi nel periodo natalizio non può mancare il classico pane, chiamato “u Natalisi”: la tradizione racconta che sono i defunti a prepararlo per testimoniare la loro presenza in famiglia.

In Sicilia i preparativi per il Natale cominciano solitamente l’8 Dicembre, il giorno della festività dell’Immacolata. Parecchio sentiti in tutta l’isola sono i festeggiamenti in onore di Santa Lucia (soprattutto nella zona di Siracusa). Gli zampognari animano le strade con musica e canti natalizi, e vi è l’usanza di allestire presepi viventi. Uno dei più suggestivi da visitare in Sicilia è quello di Custonaci, in provincia di Trapani. La Natività viene sistemata in una grotta naturale che si affaccia sul mare.

Altra tradizione seguita dai siciliani durante il periodo natalizio è il gioco della Zecchinetta, che viene fatto con la carte e pare risalga al periodo in cui i Lanzichenecchi sbarcarono sull’isola. Trattandosi di un gioco coinvolgente e divertente, piace molto anche alle donne, che vi partecipano entusiaste.

In Sardegna il Natale è una festività assai sentita, perché fin dal passato questo era il periodo in cui i pastori tornavano dalle montagne e ritrovavano i familiari. Alcune tradizioni sarde, in particolare, hanno origini piuttosto antiche, come quella che si tiene la notte della Vigilia di Natale nella cattedrale di Alghero. Si chiama ““Signum Judicii” o “Señal del Judici”, e consiste in un’antica invocazione medievale cantata in lingua catalana rivolta al Bambino Gesù, che si svolge completamente al buio. Alla fine del canto, secondo la tradizione, arriva lo Spirito Santo ad illuminare a giorno la Chiesa.

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