Poche cose al mondo sono universali quanto il Natale, anche se declinato in riti, tradizioni e cultura diverse nei vari luoghi del Pianeta. Ma oggi cos’è diventata questa festa?

L’antropologa Martyne Perrot, docente di CNRS di Parigi, ricercatrice al Centre Edgar Morin è autrice di “Etimologia del Natale- Indagine su una festa paradossale” (Eleuthera).

Nel volume si legge: “Natale è un rito che, in parte, ha smesso negli anni di essere religioso, fino a diventare l’attuale “cerimonia” postmoderna, mantenendo però la sua importanza sociale, tutta incentrata sulla famiglia. Proprio perché rituale, Natale trasmette il messaggio simbolico “questo è chi siamo” come gruppo familiare”.

Secondo l’antropologa, Natale e il suo “spirito natalizio” dovrebbero mascherare le tensioni e i conflitti, eppure sono proprio anche questi ultimi, non di rado, l’esito dei cenoni e dei pranzi familiari. Secondo Martyne Perrot “fare Natale” ci porta al centro del rito e dei suoi preparativi perché si tratta di una fabbricazione minuziosa che coinvolge tutta la famiglia (tradizionale, allargata, arcobaleno, non si sfugge) talvolta con molto anticipo. Fare Natale in famiglia, infatti, è soprattutto “fare famiglia”.

Chi lo ha inventato

Il Natale deriva dalla festa del solstizio d’inverno che, nel calendario civile romano, a partire dal III secolo d.C. cadeva proprio il 25 Dicembre. I cristiani vollero così opporre alla festa pagana quella religiosa della nascita del loro vero “sole”, Gesù Cristo. Natale viene dal latino “natalis” (dies), il giorno della nascita, così come lo spagnolo Navidad, mentre il francese Noel origina dal celtico “noio” (nuovo) e “hel” (sole).

Albero o Presepe?

Molto spesso entrambi, almeno in Italia. La scelta dell’albero segna l’inizio delle festività. La sua posa e il suo addobbo sono l’atto di apertura più simbolico e servono anche a marcare in famiglia lo spazio dello scambio dei doni molto prima che questo avvenga. Il Presepe, al di fuori degli ambienti cattolici, dove conserva il suo significato di rappresentazione della natività di Gesù, è un elemento decorativo, artistico e artigianale. Molti, senza essere praticanti e nemmeno credenti, lo considerano un elemento essenziale del rito.

Le 5 cose più stressanti del Natale

  1. I Regali: rappresentano un impegno sotto molti punti di vista, sia per chi ci pensa già dalla metà di Novembre, sia per chi si riduce alle corse (e ai prezzi) degli ultimi due giorni.
  2. La Solitudine: se si è soli, magari per un lutto recente o un abbandono, il senso di vuoto è amplificato dal Natale, che resta innanzitutto la festa degli affetti.
  3. La preparazione: il cenone o il pranzo, gli addobbi, l’abito da indossare, i parenti da radunare. Tutto deve essere perfetto, ma bisogna mettere in conto che qualcosa potrebbe andare storto!
  4. La bilancia: quanto ingrasserò con tutto questo cibo?
  5. Le visite ai parenti: tra impegni di lavoro e appuntamenti “obbligati”, il tempo per il relax è davvero poco? Per gli auguri meno intimi può bastare un sms.
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